Il Centro ricerche di Verona funziona da volano per il trasferimento di conoscenze attraverso numerose partnership pubblico-privato
Angelos Papadimitriou

Angelos Papadimitriou

GlaxoSmithKline (GSK) ha festeggiato nel 2007 i suoi 75 anni di presenza in Italia. Una lunga storia, fatta di tradizione e rigore scientifico, che ci insegna come la competitività sia strettamente connessa alla performance innovativa. Il settore farmaceutico è infatti legato in maniera indissolubile all’attività di ricerca e pone sempre più l’innovazione al centro del proprio modello di sviluppo.
GSK ama definirsi una “multinazionale italiana” e ritiene fondamentale contribuire all’impegno del Paese per tornare a competere sul mercato globale puntando sulla qualità, sulla ricerca e sull’attività innovativa orientata allo sviluppo. Non solo con nuovi prodotti, ma anche innovando i processi aziendali, come quelli produttivi e d’informazione medico-scientifica, oggi totalmente certificati in GSK.
GlaxoSmithKline ha il più grande polo di eccellenza in ricerca e sviluppo fra le multinazionali farmaceutiche estere presenti in Italia ed investe in ricerca circa il 12% dell’intero investimento farmaceutico privato nel Paese. Il Centro ricerche di Verona funziona da volano per il trasferimento di conoscenze attraverso numerose partnership pubblico-privato e contribuisce positivamente
alla “fuga di cervelli” attraendo alcuni tra i migliori talenti in R&S: gli addetti alla ricerca nel 2007 erano oltre 770, il 10% dei quali proveniente dall’estero.

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