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Il solare a due facce tra incentivi e costi per le aziende
Il Gse prevede 500 Mw di potenza fotovoltaica installata nel 2009 in Italia; ma le aziende pagano il 10% della bolletta per oneri di sistema
Chiaroscuro italiano per le fonti rinnovabili: elementi di crisi e opportunità convivono nel settore energetico, come ha spiegato a un recente convegno Roberto Testore, consigliere di Assolombarda per l'ambiente e l'energia. Non si può guardare alle fonti alternative e ai nuovi incentivi del solare con una lente tutta bianca o tutta nera. Le sfumature sono più complesse. Nel 2009 saranno installati presumibilmente 500 Mw di potenza fotovoltaica, pari al doppio dello scorso anno, secondo i dati comunicati da Gerardo Montanino, direttore operativo del Gse.
Il gestore dei servizi elettrici ha ricevuto quasi 25mila richieste d'incentivi (al primo marzo 2009) del nuovo conto energia, per una potenza di 234 Mw; il sistema assicura un contributo ventennale per l'energia prodotta, anziché un contributo iniziale come nel vecchio conto. Il Gse ha erogato complessivamente circa 100 milioni di euro. Qui entrano in gioco le due facce della medaglia evocate da Testore. «Le nostre aziende pagano circa il 10% della bolletta per oneri di sistema, la maggior parte dei quali servono a incentivare le fonti energetiche rinnovabili - ha commentato Testore - Va anche detto, però, che gli investimenti in ricerca sulle rinnovabili rappresentano un volano per l'economia».
Il presidente dell'Aper (l'associazione dei produttori), Roberto Longo, ha ricordato che, proprio a causa degli oneri in bolletta, il costo reale per produrre energia rinnovabile supera quello teorico. Servirebbe allora una logica di promozione che non sia legata solo agli incentivi; il conto energia dovrebbe essere un traguardo preceduto da altri interventi. Questi i punti cruciali per sviluppare il fotovoltaico, secondo Gianni Chianetta, presidente di Assosolare: omogeneità nelle procedure per le autorizzazioni dei parchi solari, definizione di piani regionali con sanzioni per le regioni inadempienti, esenzione dell'Ici per gli impianti, potenziamento della rete elettrica nazionale.
Che poi sono temi comuni alle varie fonti alternative, compreso l'eolico e le biomasse. Su queste ultime si è soffermato Marino Berton dell'Aiel (Associazione italiana energie agroforestali). Perché le biomasse diventino una tecnologia matura, bisognerà promuovere ex aequo tutte le forme di energia che esse possono generare: non solo elettricità, ma anche energia termoelettrica, teleriscaldamento e bio combustibili. Cui si deve aggiungere l'importanza di una filiera stabile e sicura dagli agricoltori alle centrali, per garantire gli approvvigionamenti di materiale organico.
Per quanto riguarda il fotovoltaico, un ruolo decisivo spetta alle tecnologie e ai materiali con cui realizzare i pannelli. Il silicio la fa sempre da padrone, con efficienze mediamente del 17-18% come ha spiegato il prof. Sergio Pizzini dell'Università di Milano Bicocca. Il silicio è la risorsa più affidabile e disponibile, ma c'è il film sottile che sta migliorando le sue prestazioni e nuove soluzioni in vista: per esempio le celle a multi giunzione e i sistemi ottici per concentrare la luce. Puntando come modello alla Germania, che secondo i dati di Pizzini potrebbe raggiungere una potenza totale installata nel fotovoltaico tra 15 e 40 Gw nel 2020 (ora è superiore a cinque Gw).
30 marzo 2009
FONTE: energia24club.it

