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L'Italia può diventare l'hub energetico del sud Europa
Lo sviluppo delle infrastrutture come leva occupazionale e competitiva. Se ne è discusso in questi giorni a Milano
Energia: da concausa a leva per l'attenuazione della stessa crisi. Soprattutto ora che i fondi Ue sono stati stanziati, con la disponibilità di 450 milioni di euro per le infrastrutture, in Italia si attende a breve «un rilancio di cantieri, di occupazione sostenibile, di concorrenza e di maggiore efficienza». È quanto auspica Alessandro Ortis, presidente dell'Autorità energia e gas, parlando in apertura dei lavori del convegno sullo sviluppo delle "Infrastrutture energetiche nel contesto delle iniziative europee: il ruolo dell'Italia nel Sud Europa”.
Ma non è solo questione di fondi, bensì di modalità operative. Se ne fa portavoce Andrea Moltrasio, vicepresidente Confindustria per l'Europa: «tra le opere che riceveranno gli investimenti europei vedo confusione tra mercato liberalizzato e infrastrutture di rete. Alcune attività potevano forse essere sovvenzionate dalle tariffe di un'azienda come Terna che è in forte attivo».
L'importante però è partire, non dimenticando che si sente un forte bisogno di armonizzare le regole e di una sana competizione, come afferma Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea per i trasporti, che conclude con un secco no a nazionalismi e a politiche protezionistiche. Sulla stessa linea è Mario Mauro, vicepresidente del Parlamento europeo, secondo cui «è necessaria una visione sempre più europea, recuperando anche il vero significato di competere, che non significa correre con gli stivali pieni di sabbia, ma cercare insieme la soluzione migliore».
È il potere contrattuale di 500 milioni consumatori europei che deve prevalere sulle singole lobby nazionali e anche gli industriali, da parte loro, sottolineano come «questo sia il momento di spingere l'acceleratore sul metodo europeo - dice Moltrasio - e forse anche forzare la mano» lasciando indietro chi non accetta certe regole. Poi, però, è vero che ogni Nazione avrà un suo ruolo geografico. «Per l'Italia si punta a coprire il ruolo di hub nell'area mediterranea». Sono ancora parole di Tajani, che sottolinea l'importanza di accelerare le autorizzazioni e di non tornare indietro.
«Ci abbiamo messo 15 anni perché si arrivasse a qualcosa di significativo nel campo del gas - afferma Enrico Letta, responsabile dipartimento Welfare del Partito Democratico -. Ora non possiamo dimenticarci della fase di delivery. Dobbiamo essere sicuri che i rigassificatori siano realizzati fino in fondo». Ecco di nuovo una grande occasione per l'Italia: «un hub del gas - sogna Letta per l'Italia - per arrivare a fare del nostro paese un venditore di energia, ruolo che non ha mai avuto».
24 marzo 2009
FONTE: energia24club.it

