
Celeste Bortoluzzi nasce a Belluno nel 1947, dove si diploma come geometra e svolge a partire dal 1967 un’attività di impresa nel settore delle costruzioni, prima nell’impresa Bortoluzzi Giuseppe (dal 1967 al 1976), poi nella ditta individuale Bortoluzzi Celeste che nel 1982 diventa srl, quindi dal 1988 come socio e dal 1997 in qualità di amministratore unico della F.lli Bortoluzzi srl.
Intenso fin dai primi anni di attività imprenditoriale il suo impegno nell’Assindustria di Belluno.
Dal 1983 al 1985 è Presidente del Gruppo Giovani dell’Industria di Belluno, dopo diversi anni di partecipazione al Comitato Direttivo dello stesso Gruppo.
Nel 1991 è Vice Presidente, dal 1994 al 1999 Presidente, dal 1999 nuovamente vice presidente della Sezione Costruttori Edili dell’Assindustria di Belluno.
La sua guida è caratterizzata da un’attenzione speciale al territorio e allo sviluppo sostenibile dell’economia di montagna. Sotto la sua presidenza infatti viene fondato IBES, l’Istituto Bellunese di Studi Giuridici per lo Sviluppo Sostenibile delle aree montane costituito da Assindustria Belluno, Provincia di Belluno, Camera di Commercio, Comunità Montana Centro Cadore e Comune di Longarone, che si occupa in modo particolare dell’analisi del regime dei vincoli sul territorio, e della Commissione Territorio – Ambiente. Nel 1999 si fa promotore della costituzione dell’Osservatorio Territoriale per il settore edile, organismo tuttora attivo costituito dalle parti datoriali e dalle organizzazioni sindacali, che sviluppa politiche tese a combattere il fenomeno delle irregolarità sul lavoro nel settore delle costruzioni.
Dal 1991 è componente del Consiglio Direttivo dell’Associazione Industriali. Diventa Vice Presidente a partire dal 2000 e dal 2001 è eletto Presidente di Assindustria Belluno.
Negli stessi anni entra anche a far parte del Comitato Esecutivo di Confindustria Veneto (2001) e dal 2003 è componente della Giunta in Confindustria.
Nel 2003 pubblica il “Progetto per Belluno e provincia” con il quale, dopo aver raccolto i dati più aggiornati sui problemi morfologici, economici e sociali della provincia di Belluno, procede alla proposta di dieci punti sui quali è prioritario intervenire per dare futuro all’economia bellunese.
La sua presidenza consegna nuova visibilità all’industria, che recupera il ruolo di interlocutore forte delle istituzioni locali, regionali e nazionali.
È componente del Consiglio della Filiale di Belluno della Banca d’Italia, e dal 1981 Vice Presidente del Coni di Belluno.